(non)Nuovo esperimento: la domanda.

Eventuale lettore, eventuale lettrice. Grazie. Grazie per avermi accordato un così grande regalo. Mi stai dando a disposizione una piccola parte del tuo tempo, tempo che potresti impiegare diversamente sia chiaro, per leggere quanto di seguito ho da dirti anche se non ci conosciamo.

Già, dico anche se non ci conosciamo perché si sa bene che con un amico parleresti sempre con piacere di qualsiasi cosa. Passeresti anche ore intere senza fiatare, senza dire alcuna parola, senza interrompere quell'incantevole ritrovarsi. Ed ecco una risata...perché del resto, non c'è cosa migliore che ridere di gusto in compagnia di un amico. Non ho la presunzione di rivolgermi a te come un amico, non ho nemmeno la presunzione di considerarmi fintamente e bonariamente amico solo per farmi leggere o per convincerti circa le mie buone intenzioni. Per nulla. Sappi che non ho mai avuto e mai avrò buone intenzioni. Anzi, starò ben lontano dall'averne. Ahah!

Vorrei, tu mi accordassi non il beneficio della tua preziosa amicizia, quanto il beneficio del dubbio che semmai ci dovessimo conoscere, proveremmo pian piano o immediatamente una grande e forte amicizia. Di quelle che cominciano con una stretta di mano. Di quelle che continuano quando sei seduto davanti ad una birra e racconti delle tue vagabonde passioni. Di quelle che ancora sono normali che nemmeno ti rendi conto di viverle.

Bene. Vado diritto al punto, che come direbbe già una mia carissima amica, "tu sei patologicamente logorroico".

Ho sempre trovato una gran rottura, e son sincero eh, chi ha da sempre cominciato a scrivere vomitando pensieri su pensieri. Affermazioni. Constatazioni. Ad essere sincero, anch'io son decisamente bravo nella pratica qui sopra odiata con solenne giuramento. Ecco, forse adesso, riesco a mettere anche una nota di fastidio. Ma com'è, questo qui prima mi chiede di dargli il beneficio dell'amicizia e poi mi cade così? E mi diventa immediatamente arrogante e presuntuoso?

Ahah. Nessun timore. Volevo provocarti un po'. Comunque, ritornando al faceto...pardon...al serio, quello che vorrei chiederti è se vorrai essere mio compagno di domande.

Si, hai letto bene. Domande. Che noia. Io scrivo. Tu leggi. Tu scrivi, io leggo. E dov'è l'azione? Dov'è la creatività vicendevole? Io scrivo...troppo fin troppo statico. Tu leggi e scrivi a tua volta. Si, comunichiamo certo...ma abbiamo i nostri tempi. Pensa che sarebbe interessante come esperimento. Un post in cui tutto quello che si decide è domandarsi.

Certo, una domanda prevede anche una risposta. Meglio, potrebbe prevedere una risposta. Dovrebbe mi sembra un po' azzardato. Dico dovrebbe perché nella logica cui siamo abituati, ad una domanda segue sempre una risposta. Eppure ritengo che vi sia maggiore intelligenza e curiosità, nel creare una domanda che nel cercare una risposta. Del resto, creare una domanda è un processo complicato. Vuol dire scoperchiare. Domandarsi vuol dire grattare lo strato di polvere da un cimelio. Sondare. Esplorare. Porsi un fine. La risposta è una cosa banale, per certi versi. Anche la motivazione. Ha a che fare con la ricerca, con l'analisi. Entusiasmante per certi versi, si...ma è la domanda che spinge più in là il pensiero o la risposta? E quante risposte esistono ad una sola domanda?

Ecco perché reputo la domanda un esperimento davvero interessante.

Per cui, in questo spazio, fin troppo angusto a dir la verità, mi piacerebbe inaugurare una nuova "etichetta", un nuovo cassetto in cui riporre caoticamente una serie di domande. Di tanto in tanto, penserò ad un tema...o se vorrai potrai anche tu propormi un tema e si formulerà un post di sole domande. Domande che mi auguro possano servire come un lumino nelle tenebre. Domande che se gettate con violenza all'interno di un confine sicuro, non possano ferire chi le addomestica. Domande che a volte hanno un loro pesante ruolo nella vita di ognuno di noi.

Che ne dici? Vuoi cominciare? ;)

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