venerdì 20 gennaio 2012

"Princìpi necessari per tacere" da L'arte di tacere, Abate Dinouart

In un periodo denso di quaquaraquà ( in prestito da Sciascia ) e gente che abbonda in parole, ho, per caso, scovato questa chicca.

1. si deve smettere di tacere solo quando si abbia qualcosa da dire che valga più del silenzio.

2. C'è un tempo per tacare come c'è un tempo per parlare

3. Il tempo per tacere deve essere nell'ordine sepre il primo: non si saprà mai parlar bene se prima non si è imparato a tacere.

4. Tacere quando si è tenuti a parlare è una cosa da deboli e da imprudenti, tanto quanto parlare quando si deve tacere è sintomi di leggerezza e indiscrezione.

5. In generale è certo che si rischia di meno a tacere che a parlare.

6. L'uomo non è mai tanto padrone di sé quanto lo è nel silenzio; quando parla egli sembra perdersi, per così dire, al di fuori di sé, e dissolversi nel discorso al punto da appartenere meno a se stesso che agli altri.

7. Quando si ha una cosa importante da dire bisogna prestarvi attenzione particolare: è bene dirla prima a se stessi e poi ripetersela, in modo da non doversi pentire quando non si è più in grado di trattenerla.

8. Se si tratta di serbare un segreto non si tace mai troppo. Il silenzio è, in queste circostanze, una delle cose per le quali non si deve temere nessun eccesso.

9. Il riserbo necessario per conservare bene il silenzio nella vita quotidiana non è una virtù minore dell'abilità e dell'impegno a parlar bene. E non c'è merito maggiore nello spiegare ciò che si ignora. A volte il silenzio del saggio vale più del ragionalemento filosofico, poiché è una lezione per gli impertinenti e un'ammonizione per i colpevoli.

10. il silenzio a volte fa sembrare saggio un uomo mediocre e capace un ignorante.

11. Siamo naturalmente protati a credere che un uomo che parla troppo poco non sia un gran genio, e chi parla troppo sia uno sconsiderato o un pazzo. È meglio far credere di non essere un genio di prim'ordine, rimanendo spesso in silenzio, piuttosto che passare per un folle abbandonandosi alla smania di parlar troppo.

12.Il tratto distintivo di un uomo coraggioso è quello di parlare poco e di compiere delle grandi azioni. Il tratto distintivo di un uomo di buon senso è di parlar poco e dire sempre cose ragionevoli.

13. Quela che sia la disposizione d'animo che abbiamo verso il silenzio, dobbiamo sempre diffidare di noi stessi: la smania di dire qualcosa sarebbe già motivo sufficiente per tacerla.

14. Il silenzio è necessario in molte occasioni, ma bisogna sempre essere sinceri: è possibile tenere per sé certi pensieri, ma non fingerli. Esistono delle maniere di tacere senza chiudere il proprio cuore, di essere discreto senza essere cupo e taciturno, di nascondere alcune verità senza coprirle con menzogne.

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