sabato 4 giugno 2011

Distopia, letteratura o possibile realtà?

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/fenomeno-foursquare/2130999

Mi verrebbe da urlare <<ATTENZIONE ATTENZIONE>>, ma son sicuro che dopo qualche secondo verrei scambiato, come al solito, per l'usuale disfattista di turno retrogrado...che non vuole abituarsi alle novità...che ha paura di quel che non capisce e di quel che non conosce e tutta la bella manfrina e paccottiglia varia di generici scherni cui generalmente la "gente" è capace di formulare. Lo dico con affetto sia ben chiaro.

Eppure non posso che gridare all'orrore nell'apprendere di questo "nuovo" servizio edulcorato come social network ma capace, dal mio punto di vista ( e spero non solo dal mio ) di porre in serio pericolo, financo in scacco, quello spazio ormai fin troppo angusto di quella cosa che Gaber cantava: la libertà!

"Fenomeno Foursquare" titola l'Espresso. Studiamola allora questa fenomenlogia, o no? Al di là della pratica dei social networks che dovrebbe essere già nota a noi tutti, quello su cui vorrei porre attenzione è la contaminazione tra reale e virtuale, tra vissuto reale e vissuto virtuale...una sorta di rivisitazione di lungometraggi cui soltanto il grande schermo ci aveva abituato. "La socializzazione on line entra nella vita reale. Le due dimensioni della persona si ricompongono" questa è la frase che ha destato in me maggiore perplessità e dubbi. Da notare non solo il concetto ma le parole utilizzate per esprimerlo. Entra, dimensioni della persona, ricomporre. Sollevo immediatamente domande. Chi decide chi fare entrare e chi non fare entrare? Insomma quali sono i criteri di esclusione? Fin dove si entra? Quanti possono entrare? Mi limito nelle domande, ma son più che certo che, prestando qualche minuto a quei tre concetti, anche a voi capiterebbe di farvi trascinare nel vorticoso domandarsi. 

Certamente, i più obietteranno sul fatto che esiste ATTUALMENTE un servizio simile proposto dal caro ( non che sia caro in accezione sentimentale ma caro perché ha un enorme "costo" che quasi mai viene calcolato )  e noto facebook. Qualche tempo fa infatti è stata lanciata una curiosa voce, "si trova qui", ovvero sia la possibilità di registrarsi e di registrare amici e conoscenti in un dato luogo spaziale, usando la capacità di geospazializzazione di prodotti quali l'Iphone e simili.  

Mi colpisce particolarmente perché alcuni giorni fa, tramite facebook, ho accettato di collegare il mio profilo con quello di una cara persona conosciuta qualche giorno prima. Insomma, attivare quel procedimento chiamato "accettare l'amicizia". Il fattaccio però è costituito dal fatto che la piattaforma facebook non si è limitata a collegare i nostri profili ma ha anche specificato automaticamente, senza che nessuno dei due avesse scelto e quindi posto la propria volontà, il luogo e l'evento precedente al nostro diventare amici su facebook, secondo la formula: Tizio e Caio sono diventati amici dopo essere stati in questo evento, tenutosi in questo luogo dalle ore tot alle ore tot.

Nulla di nuovo direte, eppure c'è del terribile in una piccola aggiunta come questa che se nei nostri monitor compare come una piccola voce, una piccola icona cui fare riferimento per sapere dove nostro i nostri cari amici, dall'altro però mette la stessa informazione in condivisione con così tante persone che possiamo ben dire di essere precipitati proprio in quel filone di narrativa distopica di cui son figli il Grande Fratello tracciato e materializzato nel 1948 da Orwell ma anche e con maggiore considerazione, ritratti di società dominate dall'assenza dell' individualità e, come un'altra grande pellicola sul tema della fantapolitica distopica, Equilibrium, dove un conformismo dominante governa le vite delle genti senza dar loro possibilità alcuna di essere coscienti delle proprie vite.

Intenzione mia non è sollevare un polverone bensì di chiedermi e chiedervi, non è che col desiderio di socialità, stiamo diventando anti-sociali? Non è che stiamo dimenticando sempre più quella bellissima pratica che era vedersi al bar con gli amici, prendere qualcosa insieme a favore di una dimensione virtuale sempre più presente ed invasiva? Sperando di poterne parlare seduti faccia a faccia davanti ad un buon caffè vi saluto.









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