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Durezza

Salute a voi, compagni vagabolanti. Anche oggi son qui per fare con voi qualche tappa di quel viaggio che non sappiamo quando è iniziato e di cui non vediamo nemmeno la meta ma di cui conosciamo solo una cosa: siamo in viaggio.
Qualche tempo fa, mi capitò, in una sola giornata, di sentire la parola “duro” in tre contesti diversi e con tre accezioni differenti. Sulle prime, come quasi sempre, non ho prestato particolare attenzione. Errore. Grande errore. Perché dal mondo esterno riceviamo gli stimoli da rielaborare nel mondo interno.
Duro. Di che durezza stiamo parlando? Quanti tipi di durezza esistono? Ma in fondo, duro, che vuol dire?
Se penso alla durezza, la prima che mi viene in mente, quella più immediata e banale è la durezza del diamante misurata attraverso la scala di Mohs e dalla scala Vickers. Quasi nessuno sa che a livello di composizione chimica, il diamante, è molto simile alla grafite. L'unica cosa che cambia è la disposizione spaziale degli atomi di carbonio, che…

Ogni tanto vincono loro

Sei seduto. Lì, da solo. Pensi. Magari no. Magari a volte stai facendo altro. Magari a volte dovresti fare altro. Poi un pensiero. Poi l'altro. Poi ancora uno e ti ritrovi in mezzo a tante voci che ti tirano da una parte all'altra del tuo sicuro appiglio. 
Magari oggi non è quel giorno. Magari lo è, invece. Non importa quale sia, tanto lo sappiamo che c'è sempre uno di quei giorni. Magari sei di buon umore. Magari non lo sei. Non importa. Continui a fare, sperando che come siano arrivate, quelle voci, se ne vadano. Quei pensieri intrusivi. Quegli occhi indagatori. 
Forse riesci pure ad andare avanti, nonostante tutto. Dopotutto Navigare necesse est, vivere non est necesse. Per cui ti stringi saldo e continui, dritto per la tua strada.
Come da titolo, però, ogni tanto, vincono loro. Vincono i dubbi. Vincono loro che vedono il bicchiere mezzo vuoto e che con ostinazione fanno vedere il bicchiere mezzo vuoto anche a te. Nessuno di noi vorrebbe ammetterlo ma ogni tanto, vincono l…

Luce e Buio

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C'è un gusto particolare nella malinconia. In quella malinconia, quella suggestione che forse non è ancora malinconia ma che lo sta per diventare. Quel gusto strano del sentire e del non sentire. Di essere appunto a metà strada tra quello che è e quello che non è. Ombra. Linea d'ombra. No, non riferimenti bibliografici all'opera più famosa. Quanto direi più che altro a quella rara abitudine di stare in dormi veglia. Non dormi. Non sei in veglia. Sei tra qui e lì. Un qui e lì che non hanno uno spazio fisico ma uno spazio della mente. E vaghi.
A volte la notte. Perché diciamocelo. La notte è più facile passare dall'altro lato. In quel lato oscuro e forse spesso tenuto nascosto. Perché la notte è già buio e non occorre “fare buio” attorno a sé. Il buio c'è già. Occorre solo fare quel passo e andare oltre.
A volte invece il buio viene d'improvviso. Mentre si cammina per strada. Mentre si ascolta una canzone. In qualsiasi momento. E si viaggia. E occorre fare att…

L'arte, non metterla da parte.

L'Arte non è verità. L'arte è una menzogna che ci fa raggiungere la verità, perlomeno la verità che ci è dato di comprendere.

                                                                                           Pablo Picasso


Occorre una premessa banale quanto, dal mio punto di vista, necessaria. Io non studio, non ho mai condotto studi particolari, se non quelli liceali ed una smodata passione consumata nel tempo che ho a disposizione quando non faccio altro, sull'Arte. Premessa necessaria perché mi allontanerò molto da quello che è per dirigermi, come quasi sempre faccio, verso quello che percepisco essere. Considerazioni personali, quindi.

Durante una delle tante discussioni tra amici, compagni di vita, viaggiatori, naviganti solitari o comunissimi camminatori che hanno avuto voglia di riposarsi un po' nella panchina in cui ero, per un attimo, seduto io, mi è capitato di essere incuriosito da una frase che sulle prime non mi ha dato da riflettere.

La risposta fu i…

Parole in musica...

Durante una cena, una come le tante, una di quelle che sai sono cominciate ancor prima di trovarsi tutti assieme nella stessa stanza a condividere quell'aria un po' chiusa, necessaria per non far fluire via i pensieri e tenerli vicini, una di quelle cene lì...insomma, ecco...durante una di quelle cene, un caro amico mi ammonì per l'ennesima volta che ancora non avevamo dato a noi stessi il tempo di sederci, solo io e lui, una chitarra, forse qualche penna, due buone sedie che reggessero il peso di una notte da costruire e una bottiglia di vino.

No. La bottiglia di vino non è necessaria. Non dobbiamo o vogliamo ricalcare alcun stereotipo melanconico decadente. Liquori. Scotch. Rum. No. Siamo già noi melanconici e decadenti, figurarsi ricalcare qualcuno che ben prima di noi lo è stato. Non riusciamo nemmeno a ricalcare noi stessi.

Il vino. Buon rosso. Si. Il vino rosso è una passione comune. Passioni: proprio di passioni abbiamo bisogno.

Torniamo alla cena. Una delle tante cen…

La melma.

...ogni tanto, vedo lustri. In realtà, non più ogni tanto. Più tanto di ogni tanto.

Vedo coccarde imbellettate. Fiocchi e nastri. Stemmi e gagliardetti. Tronfie dichiarazioni che attendono su un palco una platea vuota. E sento scrosci di mani ma non vedo nessuno ad applaudire. Vedo tante cose che hanno la puzza di avariato e quella puzza, ad oggi, la sento fin troppo spesso.

Anche il colore, non è vivo. Sembra. E mi sento sporco. Molto. Più di quanto non mi renda conto di esserlo.

Sento la melma sulla mia pelle e dentro. Mi attraversa. Grida, risa, schiamazzi...parole confuse e lontane. Quelle non le riconosco più. E mi vedo tenere per mano la melma e riderle. E mi vedo indossarla in una giornata d'inverno. E mi vedo salutarla ogni giorno come fosse normale sia lì. E mi vedo spendere serate assieme, prive di vita, della stessa sostanza della melma.

E la melma, se non sei abbastanza bravo da rendertene conto subito, ti si appiccica addosso. E negli anni si stringe a te e si accumula…

Il Giovane

[anteprima da Utopia, blog di prossima realizzazione condiviso con amici]

Viviamo in un mondo dinamico.

È una normalissima constatazione, nessuna pretesa. Ogni nostra azione soggiace ad un vicendevole scambio di stimoli, idee, ispirazioni. Non occorre riflettere con particolare analisi, risulta più che evidente. Non si può comprendere a pieno, però, la squisitezza del pensiero proposto se non si riconduce l’intero discorso a studi che apparentemente non hanno alcun legame tra loro. Fisica. Si, perché “dinamico” è un termine in prestito, bonariamente in prestito. La dinamica, definizione alla mano, è un ramo che studia il moto dei corpi e le relative cause, partendo tuttavia da una premessa: le forze non sono la causa del moto ma producono una variazione dello stato di moto, ovvero quella che chiamiamo accelerazione.

Probabilmente a questo punto, ammesso che non mi si sarà già accusato di “incomprensibilità”, ci si porrà la domanda “dove vuole arrivare?”. Beh, provate a traslare il disc…